“la precarietà ha conseguenze nefaste” dice oggi Papa Francesco…ed ancora una volta le sue parole ci stimolano a riproporre un argomento che avevamo già pubblicato tempo addietro che, rileggendolo, riteniamo nel nostro nuovo blog. Ed ancora parliamo di paura, ma correlata alla crisi. Sono considerazioni di natura antropologica e sociologica per cui, con la nostra esperienza DIVI, apriamo una visione diversa e positiva.
“… I conti non tornano, il posto di lavoro è a rischio, progetti in corso che non si sa se tenerli nel cassetto, se spingerli alla meta, se buttarli nel nulla..senso di insicurezza, timore per i cambiamenti e tentazione di chiudere le porte al nuovo…quale prospettiva? l’incertezza del futuro da quale parte ormai sta? Rimanere su una barca che forse affonda, lottare perché non affondi o lasciarla affondare?…voglia di lasciarsi tutto alle spalle e ritirarsi in qualche isola a pensare al nulla, sotto il sole, in un attimo di impagabile silenzio per riordinare le idee…forse per riprendere coraggio…

E’ la paura ai tempi della crisi…”l’occhio della belva in agguato”…La societa’ sta male, gli individui stanno male…una massa che cerca identità e sicurezza nella propria Nazione ma riceve risposte di insicurezza…

domande senza risposta..riflesse nel proprio lavoro, nella propria azienda, nella propria famiglia…riflessi nella solitudine ed angoscia che attanagliano…

MA, ma, maa…Ci sono anche i lati positivi di questa paura!

..è nei periodi di “anomia”, di maggior incertezza e transizione che escono fuori i nuovi leader, innanzitutto capaci di comprendere i propri stati d’animo, di prendere consapevolezza di ogni cosa, di centrarsi ed avere autocontrollo, di reinventarsi e contemporaneamente anche ”interpretare le emozioni piu’ profonde della gente”…empatia…

“…bisogna cercare di stare sereni, di mettere da parte l’emotivita’, perchè l’ansia fa solo danni, in ogni campo.

…occorre pensare che da un ciclo di transizione si puo’ uscire anche rilanciati a livelli piu’ forti.

E sono proprio questi cicli a creare nuovi leader.

E paradossalmente non si tratta di persone furbe, ma capaci di interpretare ed esprimere le emozioni piu’ intime della gente”.

Solo con nervi saldi, una riflessione profonda e un po’ di ottimismo se ne esce fuori”

Solo guardando in se stessi, riscoprendo la propria energia, le proprie competenze, il proprio equilibrio interiore, si acquisisce nuova motivazione e nuova fiducia, consapevolezza…una nuova Dimensione di Vita”